- Video e riesame delle esperienze didattiche -


L'OBBLIGO E L'OCCASIONE

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Il Progetto I CARE (Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa) del Ministero della Pubblica Istruzione è un progetto specificatamente rivolto ai problemi dell’integrazione scolastica e sociale dei ragazzi con disabilità, ma più in generale, finalizzato a promuovere una effettiva dimensione inclusiva della scuola italiana.

E' il primo progetto nazionale che ha previsto l'obbligo della documentazione da realizzarsi all'interno dell'Archivio della Buone Pratiche della Scuola Italiana, GOLD.
Esso, nella realtà veneta, ha fornito, in particolare, l'occasione favorevole per sperimentare la produzione di video documentali. Oltre ai video amatoriali prodotti dagli insegnanti sono stati realizzati anche video professionali.

Tale operazione è stata possibile in quanto si è resa disponibile una insegnante, Raffaella Traniello (Istituto Comprensivo di Ponte San Nicolò, Padova), che da tempo svolge una specifica attività di videomaker, utilizzando, con alta competenza, il video nella propria didattica e nei processi educativi.
La documentazione multimediale dell'esperienza "Esperimenti di cinema con i bambini", da lei condotta, ha vinto la Selezione Gold 2009 e fornito le risorse economiche necessarie.

La scelta di porre in essere una documentazione attraverso il video è stata una risposta all'iniziale approccio alla documentazione evidenziato delle reti coinvolte nel progetto (più di 20).
Le scuole, a fronte dell'obbligo alla documentazione (per la quale il progetto ha previsto un referente in ogni rete), hanno infatti elaborato dei resoconti cartacei più o meno strutturati: il registro linguistico è stato prevalentemente quello dell'adempimento del compito assegnato e della giustificazione della spesa. In alcuni casi si sono semplicemente riportati specifici protocolli d'azione.
Una "documentazione" molto "fredda" tra il documento burocratico e il manuale d'istruzioni.

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UNA DOCUMENTAZIONE "CALDA"


Per far sviluppare una documentazione multimediale organizzata invece sul Modello GOLD (vivi-trasferisci-rifletti) si è deciso di puntare solo su alcune esperienze rappresentative dello spettro delle traiettorie di sviluppo dei progetti I CARE che vanno dall'attenzione all'inclusione all'interno delle classi, alla scuola come complessiva realtà includente, alla piena inclusione sociale nella realtà territoriale ed in primis nel mondo del lavoro. Le dimensioni su cui si voleva incidere erano infatti la didattica, l'organizzazione scolastica, la corresponsabilità delle famiglie e la capacità di elaborare un progetto di vita.

Sei scuole sono state supportate nell'elaborazione di una documentazione multimediale che è stata realizzata predisponendo, con gli strumenti semplici e gratuiti del Web 2.0 (Jimdo, Wordpress, web application e social media vari), siti internet ricchi di oggetti multimediali e di strumenti didattici e per l'organizzazione.
Oltre alla sistematizzazione della presentazione delle procedure elaborate (spesso redatte in forma di protocollo operativo), si è potuto così raccontare le storie delle esperienze dando voce ai protagonisti (docenti, studenti, genitori, esperti e centri di supporto, imprenditori, ...).
Il registro narrativo ha consentito di attivare la sfera emotiva, di produrre una documentazione "calda", che mette in luce non solo le procedure, ma anche i risultati e, ancor più, il clima generato, il significato profondo delle esperienze e i valori condivisi che stanno alla base delle motivazioni e che fondano l'identità della comunità educante, connotando la sua offerta formativa.

Ecco le sei documentazioni multimediali realizzate (anche con il supporto finanziario dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto):


La seconda e la quinta esperienza dell'elenco hanno vinto la Selezione GOLD 2010; la sesta, pur non rientrando nel novero delle esperienze premiate, ha superato comunque la soglia di qualità per l'immissione nel database nazionale delle buone pratiche.

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I VIDEO D'AUTORE: RACCONTO, RIESAME, INTERPRETAZIONE


Proprio per rafforzare ulteriormente la dimensione narrativa delle documentazioni, superando l'approccio burocratico e la freddezza degli elenchi operativi dei protocolli d'azione, si è chiesto a Raffaella Traniello di sviluppare i video di tre esperienze (Saonara, Fumane, Vellai di Feltre), scelte per rappresentare i livelli scolari coinvolti (scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado).

Costruire un video d'autore di un'esperienza scolastica non si è rivelato cosa semplice. Non si è puntato infatti su prodotti stereotipati, ma sullo stabilire una forte relazione tra autore e comunità scolastica: un video di documentazione non è solo un prodotto, è anche e soprattutto un processo, un riesame dell'esperienza vissuta alla ricerca di una rappresentazione condivisa e funzionale ad uno specifico scopo. Per gli studenti è metacognizione (coscienza dei propri apprendimenti e di come si apprende), per i docenti riflessione professionale.
Fondamentale è stato il racconto dei protagonisti all'autore della realtà da rappresentare, il rispecchiamento in una interpretazione esterna, ma anche il rendere l'autore coinvolto emotivamente nell'esperienza e partecipe dello scopo della rappresentazione da darne. Costruire una sceneggiatura condivisa è il punto centrale dell'operazione: richiede tempo, conoscenza del contesto, della sua storia e delle aspirazioni della comunità scolastica. Richiede un forte dialogo, un confronto intenso, disponibilità e sensibilità, costa fatica e non sempre la visione dell'autore coincide con quella dei protagonisti dell'esperienza: nondimeno, le divergenze di interpretazione sono di forte stimolo al dibattito e a cercare nel profondo la propria identità di educatori nel contesto in cui si opera.

Raffaella Traniello ha girato e montato tre video (raccolti anche in un DVD) molto diversi per caratteristiche dei progetti, per tipologie di narrazione, per modalità operative nella produzione, per rapporto con gli "attori", per taget e finalità.

Ma lasciamo descrivere a lei i tre video ...

TRE PROGETTI, TRE VIDEO




E allora, ecco i video ...

VIVERE LA DIVERSITA'




UN ROBOT SUL FILO DELL'ACCOGLIENZA




UNO SGUARDO OLTRE LA SCUOLA




E per finire, alcune riflessioni dell'autrice ...

RIFLESSIONI DI BACKSTAGE




VALE LA PENA FARE I VIDEO?
La domanda con cui Raffaella si congeda nelle sue "riflessioni di backstage" richiede sicuramente un dibattito. Da un lato una possibile risposta è la medesima che si pone per ogni azione di documentazione, dall'altro essa va trovata con una profonda e continua ricerca su quelle che sono le possibilità di produrre contenuti multimediali che tutti i docenti hanno oggi a disposizione e che ancor più avranno domani.
..
Per quanto riguarda il primo punto va ribadito l'assunto fondamentale della documentazione: si documenta solo ciò che è effettivamente innovativo. E' inutile documentare ciò che già tutti o moltissimi fanno. La documentazione non è mai fine a se stessa, non è un rituale: serve a diffondere l'innovazione, a far crescere la qualità del sistema scolastico in modo equilibrato e distribuito. La documentazione multimediale è "generativa": deve far trasferire esperienze di successo e, più ampiamente ancora, deve attivare dibattito professionale e far nascere nuove idee. .. Quindi si metteranno in gioco mezzi, risorse, competenze e finanziamenti in maniera commisurata ai risultati che si possono ottenere. Un video d'autore si potrà realizzare quando il tasso di innovazione sia molto alto, la diffusione dell'esperienza cercata sia molto ampia e gli obiettivi specifici della documentazione molto consistenti (credito presso enti, attivazione di grandi reti, acquisizione di grossi finanziamenti, riconoscimento a livello territoriale elevato con integrazione in strutture formative, ...)... Per quanto riguarda la seconda considerazione, va detto che una traiettoria di ricerca e sviluppo da curare è la definizione di format (flessibili e in continua evoluzione) e l'individuazione di elementi di qualità in produzioni di tipo amatoriale che sono oggi veicolabili facilmente via web. In altri termini, i cosiddetti User Generated Content (contenuti generati dagli utenti), possono essere, non solo produzioni "selvagge", ma anche produzioni meditate, di buona fattura, rispondenti a specifici scopi comunicativi e alla portata di tutti...Si dovranno dunque studiare, anche con l'aiuto di autori professionisti di video, le caratteristiche delle nuove tipologie di produzione che passano per i social media, in primis YouTube, e che sono caratterizzate da elevata accessibilità e semplicità tecnica (ma che necessitano di capacità di gestire linguaggio e tecniche di comunicazione). .. Si pongono dunque alcune domande:
  • Come ottenere prodotti video di qualità e alla portata di tutti per la documentazione nel web 2.0?
  • Quali "generi" video sviluppare? (documentari, interviste, inchieste, fiction, spot, digital storytelling, ...)
  • Quali competenze diffondere ampiamente nel sistema scolastico?
  • Qual è un' "autorialità" possibile, se non a tutti, a molti?
.. Il dibattito è aperto ...
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L'album "I CARE" su Vimeo





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L' "albero" della documentazione del Progetto I CARE