Rappresentare la conoscenza


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L'ipertestualità (o meglio l'ipermedialità) è il fondamento di Internet. Su di essa si fondano anche le relazioni tra le persone caratteristica principale del Web 2.0.
La prima ipertestualità è infatti quella della mente umana e le relazioni sono l'incontro di diverse ipertestualità che determina una dimensione liquida di collettiva e continua costruzione della conoscenza.
I processi di insegnamento-apprendimento si sviluppano in tale dimensione e di essa devono avere coscienza, capacità di analisi e strumenti di progettazione e gestione.
La documentazione delle esperienze didattiche, se vuole essere generativa, deve dare conto di ciò: deve raccontare gli eventi, cercando di esplicitare che cosa gli insegnanti avevano in mente e come, nelle relazioni, si sia modificata la rappresentazione condivisa dell'esperienza stessa. Ciò chiarisce come si sono sviluppate le idee e favorisce così il trasferimento delle esperienze stesse.
Il mettere in luce il processo mentale collettivo che ha portato a sviluppare un'azione didattica fornisce poi spunti importanti per far emergere nuove idee per attivare nuove esperienze anche molto diverse rispetto a quella documentata.
Alcuni strumenti digitali (software e web application per mappe, schemi, diagrammi, linee del tempo, ...) sono deputati a questo scopo: sono veri e propri strumenti di promozione della creatività. E' comunque una creatività che si esprime collettivamente in ambienti predisposti per la condivisione e la costruzione cooperativa di idee e proposte operative a partire da narrazioni che si sviluppano in una dimensione di cross-media in cui la molteplicità dei mezzi di comunicazione impiegati è molteplicità di voci e punti di vista in un gioco continuo di rimandi, riscritture e rilanci che seguono il flusso della vita scolastica, le sue continuità e i momenti di frattura determinati dall'innovazione.

L'idea di ipertesto nata quando non era nemmeno tecnicamente possibile costruirne uno è presto "aumentata" in quella di ipermedia mano a mano che si sono resi disponibili software per la multimedialità e supporti di capienza adeguata (CD Rom, DVD). La struttura degli ipertesti è oscillata tra forme fortemente gerarchiche (tipicamente ad albero) e aperture all'associazione libera. Internet di fatto ha sostituito CD Rom e DVD, che ormai sono di fatto ridotti a gadget. Internet incarna l'ipertestualità totale, è un sistema di knowledge management mondiale, ma vi si sono sviluppate traiettorie opposte: i siti internet hanno sempre più semplificato la loro struttura, consolidando forme ad albero di poca profondità che non disorientino il lettore, mentre gli ambienti del Web 2.0 hanno amplificato le associazioni libere.
I wiki rappresentano bene questa tendenza: in essi costruire un link genera una nuova pagina; nei normali siti, invece, prima si costruiscono le pagine e poi le si lega.
La complessità del repertorio dei link si allarga poi ai link esterni che integrano i wiki con tutta Internet.
Questo aprirsi ed integrarsi nella rete è evidente anche nei blog: lo sviluppo lineare del diario è raramente reso più complesso da link interni, ma sia i post che i blogroll propongono un consistente repertorio di collegamenti verso la rete e verso soprattutto altri blog "amici". Si tratta, dunque, di una ipertestualità che, sfruttando anche la cross-medialità resa possibile dall'integrazione di più media e racconti attraverso il dispositivo di embed che permette di inglobare oggetti multimediali, "linka" ormai non i testi, ma le persone che li producono. La cosa è ancora più evidente se si esplora la galassia dei social media e dei social network, da YouTube a Facebook, da Flicr a FriendFeed, fino ai piccoli gruppi tematici.

Il vero ipertesto nel Web 2.0 è la rete delle relazioni tra le persone, l'incontro delle loro identità, la costruzione collettiva di significati nel dipanarsi dei racconti attraverso una molteplicità di media. E' in questa dimensione vitale, dove mai si può mettere la parola fine, che si deve pensare la documentazione didattica, come continua ricerca nella professionalità quotidiana di sviluppo di una comunità che opera sulla base di una condivisione di significati.




Link




Mappe, schemi, diagrammi


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Noti da tempo sono i software e le web application per costruire mappe concettuali e mappe mentali .
Essi permettono di realizzare, non solo semplici raffigurazioni statiche, ma anche mappe attive (con link), modificabili ed integrabili collettivamente e a distanza.
Alcuni strumenti di presentazione (Prezi ) rompono lo schema rigidamente sequenziale dei software di costruzione di slide (PowerPoint, Impress, ...) e propongono proprio forme ipertestuali di descrizione dei contenuti attraverso mappe gestibili in maniere diverse a seconda di scopi di comunicazione o degli interessi e delle modalità cognitive degli spettatori (studenti, colleghi, congressisti, ...).

Ma la sequenzialità non è da buttare! E' una parte della stessa ipertestualità. E' una delle possibili strutture di organizzazione dei contenuti. Per alcuni di essi e per alcuni scopi è la migliore, se non l'unica, modalità di presentazione. Essa si esplicita in forme semplici o complesse, cioè negli schemi e nei diagrammi (quelli di flusso in particolare).
Il web offre anche strumenti di costruzione di tali strutture di rappresentazione della conoscenza (ad esempio le "linee del tempo").


Barcamp e Ignite


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Sempre per riflettere sulla persistenza di strumenti e forme di comunicazione a struttura sequenziale e del loro intrecciarsi con elementi di ipertestualità, va detto che il Web 2.0 rivede anche i format di presentazione in presenza.

Così come in internet tutti possono proporre contenuti, così nei meeting tende a perdersi la distinzione tra relatori e pubblico. L'evento tipico afferente alle logiche del Web 2.0 è il barcamp (di contro alla conferenza: si parla, infatti, di "non conferenze"): chiunque, prenotandosi, può esporre le proprie idee, i propri progetti, le proprie esperienze. Poiché il numero più alto di persone possa intervenire bisogna che le relazioni siano brevi, che traccino con forza ed immediatezza i concetti perché la cosa più importante non è l'esibizione dei singoli, ma il dibattito che le presentazioni generano attraverso il loro confronto.
Insomma, il meeting, nel suo ristrutturarsi in barcamp si avvicina ai social media, diventa un repositorio di presentazioni aggregabili e ri-aggregabili in molti modi, individualmente e collettivamente nella discussione.

Anche in presenza, dunque, il focus passa dai documenti alla comunità, dalle relazioni alla discussione dei concetti che esse propongono e alle idee che, nel metterle insieme, si generano: è lo stesso approccio che abbiamo quando navighiamo in YouTube o in Slideshare, repository che ipertestualizzano oggetti multimediali sequenziali come i video e gli slideshow.

Di queste modalità di presentazione si è consolidato un format vero e proprio chiamato Ignite (sponsorizzato dalla O'Reilly Media di Tim O'Reilly, colui che ha coniato e definito il termine "Web 2.0", e portato in Italia da Elastic ): si tratta di presentare il proprio contenuto in 5 minuti, usando 20 slide che servono a cadenzare con rapidità l'intervento: 15 secondi a slide con proiezione automatica.
Bisogna dunque saper fare sintesi e soprattutto enucleare con precisione gli elementi innovativi della propria proposta che poi verranno discussi con tutti i convenuti, presentatori e pubblico, al fine di attivare nuove azioni.

Si passa così chiaramente dall'informazione alla generazione di nuove idee attraverso la condivisione di esperienze e proposte. Siamo dunque su quel terreno di generatività che è proprio della documentazione 2.0: sebbene lo strumento di presentazione (le classiche slide) non sia né innovativo, né ipertestuale, la modalità di gestione degli eventi si presenta come una forma di organizzazione dei rapporti nelle comunità professionali che punta a riconoscere e a generare innovazione.
Sicuramente il bisogno di questi momenti è forte, come dimostra il successo del Convegno annuale di Education 2.0 che tende a seguire tali linee organizzative, centrandosi quasi esclusivamente sulla presentazione di esperienze didattiche (un convegno che sa molto di barcamp).

Per gli insegnanti l'Ignite è un ottimo esercizio per iniziare una documentazione, individuando gli elementi innovativi e il significato dell'esperienza realizzata, o per presentarla ad altri, catturando l'attenzione e confrontandsi poi su risultati e prospettive.

Inoltre un Ignite può essere ripreso in video o, addirittura, diventare un video sincronizzato con le slide mediante apposite web application come Vcasmo. Il prodotto può servire da introduzione alla complessiva documentazione di un'esperienza o trovare posto in un social media così come lo stesso sito Ignite propone (Ignite. Idee che meritano ... in 5 minuti).


Linee del tempo


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Per quanto attiene in particolare alla documentazione, si sono rivelate molto utili le "linee del tempo".
Esse possono fornire un racconto delle esperienze didattiche organizzato sulla cronologia degli eventi, fornendo materiali di supporto al trasferimento collegati ai momenti specifici di loro produzione ed impiego.
Il web propone molte web application che permettono la costruzione di linee del tempo: vi sono quelle maggiormente orientate alla cronaca (eventi in corso o recenti), vi sono quelle che "raccontano la storia della mia vita" (fissano, per default, come data di inizio della prima linea del tempo quella di nascita dell'utente), vi sono quelle orientate più propriamente a descrivere la Storia anche evidenziando sincronie ed asincronie (linee del tempo multiple).
Come sempre, si può fare un uso di tali strumenti orientato sia alla didattica che alla documentazione (o coinvolgere anche gli studenti nella documentazione).

Specificamente per la documentazione, l'IRRE Lombardia ha prodotto una linea del tempo che è divenuta un tool ufficiale di GOLD: DOCTIME .

Una web application si è rivelata poi più flessibile di altre per raccontare eventi come le esperienze didattiche che si svolgono, il più delle volte, nell'arco di soli pochi mesi: Capzles . Essa rivela poi con più immediatezza la sua natura multimediale.

Una particolarità delle linee del tempo è quella di essere sia contenitore strutturato di documenti che oggetto multimediale inseribile, tramite embed , in ambienti più complessi (siti, wiki, blog, ...). Esse quindi assolvono bene alla funzione di descrivere in specifico il percorso dell'esperienza, costituendo un accesso di tipo cronologico ai materiali proposti.

Si propongono in definitiva anche come strumento per realizzare forme di Digital (Social) Storytelling.


Approcci ai contenuti

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L'approccio strutturale alla documentazione, tipico di siti, wiki, blog (attraverso le categorie), viene dunque integrato da altri tipi di accesso: oltre a quello cronologico appena citato, vi è quello concettuale o mentale delle mappe (anch'esse al contempo contenitore e oggetto per l'embed).

Non va nemmeno disprezzato poi l'accesso ai contenuti, rigorosamente elencativo-testuale, che può essere costituito da una pagina web che rimetta insieme tutti gli "strumenti didattici ", qualora essi siano molti e vengano inseriti in posizioni topiche differenti. Si tratta di un utilissimo accesso pragmatico che evidenzia la fattibilità della riproposizione dell'esperienza didattica proposta.
In ogni momento il lettore può mutare approccio e può decidere il livello di approfondimento a cui giungere grazie alla stratificazione dei contenuti su più livelli che l'ipertestualità propone.



LABORATORIO


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Il laboratorio sarà condotto in forma di workshop anche a verifica delle capacità e delle competenze acquisite negli incontri precedenti sulle modalità operative del ricorso al Web 2.0 per la documentazione didattica.
Ai corsisti sarà chiesto di esplorare una web application per realizzare mappe mentali, Mindomo, o una per lo sviluppo di linee del tempo, Capzles. Non saranno fornite istruzioni a monte. Ogni corsista autonomamente (ma col supporto dei conduttori del corso) dovrà provvedere ad iscriversi al sito della web application, procedere all'esplorazione delle sue funzionalità ed alla realizzazione di bozze di prodotti per la documentazione. I corsisti dovranno anche socializzare i risultati delle proprie esplorazioni e delle prove effettuate attraverso l'illustrazione delle bozze di prodotto realizzate. Ciò faciliterà l'accesso alla web application per produrre mappe mentali a coloro che hanno esplorato quella per realizzare linee del tempo e viceversa.




SVILUPPO

Mindomo:
  • Iscriversi al sito
  • Creare una nuova mappa
  • Inserire nodi stabilendo la loro gerarchia e gestendo le relazioni
  • Usare la "galleria multimediale"
  • Inserire "Note"
  • Creare Link
  • Inserire "Attachment"
  • Inserire "Multimedia"
  • Modificare l'"Aspetto" della mappa
  • Gestire le mappe: salvare, esportare, condividere, pubblicare/embed

Capzles:
  • Iscriversi al sito
  • Creare una nuova linea del tempo
  • Definire le caratteristiche della mappa: aggiungere il titolo e la descrizione, aggiungere "Tags e Categories"
  • Definire l'"aspetto" (design) della linea del tempo
  • Inserire musiche (e/o commenti) di sottofondo
  • Inserire i contenuti: fasi mono-documento, "Stack", "Blog"
  • Gestire la visibilità della linea del tempo e dei suoi singoli elementi
  • Condividere le linee del tempo: link, embed, ...


WEB APPLICATION

Mappe mentali:

Linee del tempo:

Schemi, diagrammi, presentazioni multimediali e a mappa:


ESEMPI


SITI SULLE MAPPE CONCETTUALI E MENTALI


APPLICATION


RUNTIME
  • Adobe Flash Player (indispensabile per poter interagire negli ambienti del Web 2.0 e con le web application)
  • Java (indispensabile per poter interagire negli ambienti del Web 2.0 e con le web application)