Condividere oggetti multimediali

Ma dove stanno i contenuti?


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FRAMMENTARIETA'


Il web ha sempre più sviluppato nel tempo la caratteristica della frammentarietà. La suddivisione dei contenuti in unità concettuali
che tendono ad essere autonome è una caratteristica dell'ipertestualità . La stessa ipertestualità, basandosi sui link , dimostra che i nodi della conoscenza hanno però senso solo se connessi ad altri.

La frammentarietà è una dimensione praticata nei testi: più che di contenuti, la scrittura digitale si compone di micro-contenuti. Le pagine web, per essere effettivamente leggibili devono scomporre il testo secondo una fitta paragrafazione: i titoli dei paragrafi restituiscono un indice visibile col semplice scorrimento della pagina che già si propone come estrema sintesi della stessa.
I testi si contraggono e si frammentano anche sulla spinta della "galassia mobile". Cellulari e palmari interagiscono con il web raccogliendo in tempo reale pensieri ed informazioni che vengono pubblicati in tempo reale nei blog e soprattutto nei microblog (ad esempio, Twitter ).

SINESTESIE


La scrittura si fa poi multimediale, sinestetica secondo processi vecchi e nuovi, dalla scelta dei caratteri e dei loro attributi, alla grafica vera e propria fino alle più recenti tag cloud .
Le tag cloud, ad esempio, possono essere un modo per creare un'immagine di sintesi di un'esperienza didattica o in forma di analisi delle frequenze che fanno emergere le parole chiave o con una rappresentazione grafica di parole chiave già individuate dagli autori e rappresentate in forma di composizione grafica (anche i descrittori della scheda catalogo di GOLD potrebbero subire un simile trattamento.
La web application Wordle risponde bene a tali esigenze. Si veda in proposito la rappresentazione di programmi elettorali (che prefigura il primo uso per la documentazione qui prefigurato) e la rappresentazione di versi di poesie (che prefigura il secondo).



MULTIMEDIALITA'


La frammentarietà è ancora più evidente nell'integrazione di linguaggi, cioè nell'approccio multimediale alla scrittura che realizza parti del discorso in forma di immagine, video, suono, ... . Oggi però l'integrazione non si realizza mettendo tutti gli oggetti multimediali nello stesso "posto" dove si scrivono i testi.
In rete esiste un'infinità di repository specializzati per le varie tipologie di prodotti multimediali. Essi oltre che da database funzionano anche da software di trattamento di tali prodotti.

Ad esempio, YouTube dispone della funzionalità di aggregazione dei video in "playlist". Si può in questo modo realizzare il "film" di un'esperienza didattica senza nessuna competenza particolare di ripresa e con strumenti molto economici. In YouTube si caricano (in genere) video inferiori a 15 minuti di durata pertanto non si rendono necessari particolari interventi di montaggio (si può fare un semplice montaggio in macchina). Lo scorrimento sequenziale dei video della playlist, disposti in opportuna sequenza, creerà un semplice montaggio dell'intera produzione. Si veda in proposito l'esempio della Playlist di Storymat e come essa appare nella sezione "Media, File List e Link" della pagina "Documentare insieme" del wiki.
I "canali" di YouTube permettono poi di aggregare un insieme maggiore di video, gestendo anche una rete di relazioni organizzata dai video caricati dai video "preferiti", dalle playlist, dagli "amici", dalle "iscrizioni" e dagli "iscritti" (cioè dai canali che si è deciso di seguire e da coloro che hanno deciso di seguire il canale), dalla possibilità di inserire commenti e quindi gestire un dialogo. Insomma il repository si fa social network: non solo permette di aggregare contenuti propri e altrui insieme, ma consente anche di confrontare le produzioni nel loro stesso flusso di produzione. Si può dunque fare rete attorno ad esperienze simili e seguire il trasferimento stesso delle esperienze in altri contesti tenendo il contatto con quello di origine che può così fornire supporto e al contempo confrontarsi con nuove proposte. YouTube come singoli video caricati propone oggetti multimediali opportunamente descritti nella pagina che li contiene (con possibilità di ampliare l'analisi dei temi e dei problemi attraverso i link e di discuterne attraverso i commenti ed i video di risposta), ma nella possibilità di gestire "canali" di progetto/esperienza si configura come vero e proprio ambiente di documentazione (si veda, ad esempio, scuoladibase) in cui si possono organizzare i materiali ed il confronto secondo il modello GOLD "vivi - trasferisci - rifletti".

Ancora, Slideshare non è un semplice repository di slide. esso dispone della funzionalità di costruzione di un audiovisivo mediante sincronizzazione di un file audio con le slide (Slidecast ).

A fianco dei repository dotati di funzionalità esistono poi le web application dotate di repository.
Così, ad esempio, Calaméo , Issuu e Scribd consentono di impaginare i propri documenti in interfacce grafiche che consentono di sfogliarli come una pubblicazione che viene raccolta e condivisa nel sito stesso.

Vi sono poi web application in sinergia con un repository. Picnik è un'applicazione web che consente il trattamento delle immagini raccolte da flickr , il repository di riferimento per le fotografie, che, peraltro, è in grado di realizzare lo slideshow delle immagini archiviate in esso. Overstream consente di inserire le didascalie ai video di YouTube. Vcasmo sincronizza video collocati su YouTube e slide caricate in esso creando "videoseminari", videotutorial e descrizione di sequenze laboratoriali.
La casistica è quanto mai ampia, complessa e, soprattutto, ricca di opportunità (Social Media; Web Application ).

VIDEO 2.0

Il Web 2.0 ha permesso l'emergere di una produzione amatoriale di video molto contraddittoria: accanto a prodotti di qualità del tutto improbabile e di cattivo gusto, social media come YouTube e Vimeo hanno consentito la pubblicazione anche di elaborati di non professionisti decisamente utili o creativi. Vi sono addirittura siti che sfruttano la dimensione aperta del Web 2.0 per raccogliere idee ed elaborati da chiunque voglia partecipare a specifici concorsi dove conta anche il giudizio degli stessi utenti, potendo così contare su una creatività che rimarrebbe inespressa e su una preventiva analisi di impatto dei prodotti. Si veda in proposito il caso di Zoopa.

Negli ambienti di documentazione (wiki, blog, linee del tempo, ...) si potranno dunque inglobare con buoni risultati elaborati amatoriali realizzati con strumenti consumer (oggi esistono anche mini video-fotocamere di basso costo, orientate ai social media e ai blog, che registrano in alta definizione) e semplici competenze. Essi potranno anche essere costituiti da “puro girato”, vale a dire riprese caricate in internet senza alcuna post-produzione o adattamento: si potranno utilizzare anche solo semplici e brevi sequenze narrative costituite da un unico piano-sequenza.
A volte potranno tornare utili piccoli interventi di montaggio per giustapposizione di sequenze e di doppiaggio per l'inserimento di musiche e commenti.
In questi casi, la significatività degli elaborati non sta nella specifica qualità tecnica, ma nella congruenza con il punto in cui vengono inglobati nella documentazione, aggiungendo alla descrizione degli elementi dell'esperienza, il racconto dei protagonisti o le riprese sul campo secondo un piano di produzione più o meno strutturato, ma comunque guidato da una precisa individuazione degli snodi narrativi.

Le tipologie di video realizzabili possono essere grossomodo le seguenti:

In qualche modo possono considerarsi video anche gli slideshow che si realizzano sincronizzando immagini, foto, slide e audio e che vengono codificati in file Flash adatti allo streaming (si vedano software come Photostory 3 o la funzione Slidecast in Slideshare).
Peraltro, non è impensabile poter utilizzare anche strumenti, solitamente pensati per i bambini, quali i cartoni animati per raccontare, invece, le esperienze didattiche. I software necessari sono a pagamento, ma gli importi sono in genere modici. Se sono disponibili specifiche competenze, si possono realizzare animazioni in Flash con personaggi narranti o rappresentazioni dei protagonisti. Pur non trattandosi di immagini-movimento, per quanto riguarda la narrazione attraverso disegni, va anche segnalata la possibilità di realizzare fumetti mediante una web application come Pixton.

Possono poi essere realizzati tutorial sul funzionamento di software o su procedure digitali, registrando le azioni che si compiono sullo schermo del computer (ad esempio con software come CamStudio).
Sono disponibili inoltre web application (ad esempio, Vcasmo) che permettono di sincronizzare una sequenza di slide con un video, riproducendo lezioni e conferenze o illustrando sequenze operative e procedure di laboratorio. Anche questi prodotti possono essere inglobati negli ambienti di documentazione tramite embed.

Il web mette anche a disposizione funzionalità che consentono di creare “canali” streaming. Se in YouTube la cosa si risolve soprattutto nel rimettere insieme e proporre, anche mediante la notifica via e-mail della progressiva pubblicazione, i video caricati da un utente e quelli da lui individuati come “preferiti”, piattaforme come Livestream o uStream permettono la realizzazione di una vera e propria Web TV: risulta possibile, cioè, distribuire contenuti in diretta, semplicemente collegando al computer una videocamera o una webcam.
Possono così essere “mandati in onda” eventi scolastici (lezioni, attività laboratoriali, dibattiti, …) le cui registrazioni rimarranno poi agli atti e durante i quali si potrà interagire con i protagonisti via chat: si realizza, in sostanza, una storia in diretta e “partecipata”.

E' evidente come in tali azioni possa essere forte il protagonismo dei ragazzi che deve essere sviluppato anche qualora particolari disponibilità di mezzi e/o risorse umane permettano che la realizzazione di video sia affidata a professionisti. Essi devono entrare nelle procedure di riesame e condividere con tutti gli attori dei processi di insegnamento-apprendimento la rappresentazione delle azioni sviluppate. La loro posizione, se esterna alle normali dinamiche delle classi, può costituire un utile elemento di confronto con modi di vedere la realtà in questione secondo prospettive diverse.
Apporti professionali (di professionisti interni al mondo della scuola o comunque sensibili alle problematiche del mondo scolastico) possono sicuramente migliorare la qualità di alcune tipologie di video di più difficile realizzazione quali produzioni a prevalente impatto emotivo,making of e docu-fiction.

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...Documentando I CARE ... - Video e riesame delle esperienze didattiche (con i video di Raffaella Traniello)




AGGREGAZIONE

Il dato di fatto che oggi si può produrre un'infinità di contenuti praticamente a costo zero e senza competenze specialistiche. Il Web 2.0 è caratterizzato infatti da una comunicazione "molti a molti": tutti gli utenti possono, infatti, generare contenuti. Si parla infatti di web basato sugli UGC, User Generated Content . Tali contenuti sono però, per lo più, microcontenuti di natura mediale differente, "spalmati" nella rete in siti (luoghi virtuali) di condivisione a seconda delle necessità di conservazione, trattamento, pubblicazione.
Gli ambienti come i wiki, i blog, e gli stessi siti funzionano dunque, attraverso la funzionalità di embed , da aggregatori dei propri e degli altrui contenuti. Questo significa un maggior numero di opportunità di diffusione delle esperienze didattiche in quanto è possibile individuarle, non solo a partire dall'ambiente nella quale sono state aggregate dagli autori, ma anche a partire dai singoli oggetti multimediali sparsi nei vari repository.
Tali oggetti sono, inoltre, riaggregabili sotto diversi punti di vista e in ambienti differenti.
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PRENDERE CASA IN RETE

(Mettere on line di tutto un po')

Il Web 2.0 è il web in cui "si prende casa": il Web 2.0 si abita.
Gli spazi del Web 2.0 (blog, wiki, social network, social media, ...) sono luoghi: vi inter-agiscono le persone, si insediano comunità (web community ). La forma più semplice di insediamento è però proprio quella del prender casa nella grande ragnatela, "spostando", almeno in parte, il proprio disco rigido dal computer alla rete.
Molti sono, infatti, i servizi che forniscono "spazio virtuale", i cosiddetti dischi remoti, a cominciare dagli stessi provider che ne concedono di gratuiti unitamente al servizio stesso di connessione (ad esempio: Virgilio/Alice , Digilander/Libero , ecc.). Pertanto si tratta di servizi offerti da lunga data allo scopo di permettere agli utenti di attivare piccoli siti "amatoriali" statici (cioè in semplice linguaggio HTML, non basati su CMS, Content Management System).
Oggi essi hanno assunto nuova vita e sono nati moltissimi servizi specifici indipendenti dai provider (ad esempio, Windows Live SkyDrive, DivShare ).

I dischi remoti sono gestiti mediante interfacce del tutto simili alla "gestione risorse" dei computer: cartelle e sottocartelle (directory e subdirectory) strutturate ad albero e contenenti i file. Da sempre hanno un'area privata, i cui file sono visibili solo al proprietario, e un'area pubblica i cui file sono visibili a chiunque conosca l'indirizzo dell'area o del singolo file.
Nel nuovo web, però, con i servizi più flessibili, è possibile stabilire la "visibilità" di ogni singolo file e cartella ed è possibile anche visualizzare i file multimediali direttamente on line, attraverso apposite funzionalità di player, se collocati in cartelle precodificate, specifiche per tipo di media (immagini, audio, video).
In piena filosofia 2.0, è possibile poi condividere file e cartelle solo con alcuni altri utenti della piattaforma di disco remoto.
Insomma, utilizzare tali servizi è il primo passo verso la socialità del nuovo web: ci si trova una casa, la si arreda con le proprie cose, alcune si condividono con gli amici quando vengono in visita, altre si offrono in beneficienza a chi ne ha bisogno (ma nel virtuale non se ne perde nemmeno la disponibilità)..

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Questi dischi web possono venir sincronizzati con i dischi rigidi dei computer o, più spesso, con alcune loro cartelle. Ciò consente di disporre on line di tutti i file che si desidera nel momento in cui li si produce o si decide che sia così (basta crearli o collocarli nelle cartelle sincronizzate).
Una particolare forma di sincronia è una sorta di variante del "peer to peer" (si veda, ad esempio, Dropbox ): i file inseriti in apposite cartelle vengono sincronizzati con un disco remoto che li scarica automaticamente in cartelle omonime di altri computer appena essi vengono accesi, sincronizzando così anch'esse.
In pratica, chi lavora con più computer (desktop di casa, portatile, desktop di laboratorio scolastico, desktop di sala insegnanti, computer di una lavagna interattiva multimediale, ecc.) può avere i medesimi file nelle medesime cartelle in tutti essi in modo automatico senza dover usare chiavette USB, CD-Rom o altri sistemi fisici per il trasferimento (con possibilità di perdite o dimenticanze).
Il dispositivo, basato su un piccolo software client da installare in ogni computer da sincornizzare, permette anche la condivisione con computer di altri utenti della piattaforma.
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I dischi remoti sono dunque importanti strumenti personali e collettivi di lavoro (anche per la gestione dei materiali di documentazione) e, al contempo, mettono a disposizione repositori web di contenuti di varia natura mediale. Possono anche risolvere problemi di distribuzione di semplici testi.
La cosa è un po' paradossale: le web application e i social network consentono di caricare file multimediali al loro interno e di visualizzarli direttamente e in streaming o comunque di farne l'embed da altri siti, ma a volte, nelle versioni gratuite, non permettono di caricare file al di fuori di quelli che essi possono leggere in streaming. Inserire un semplice file di testo da scaricare risulta dunque impossibile. Dal momento però che è sempre possibile creare un link su una o più parole, i dischi remoti risolvono il problema perché basterà predisporre un link al file dopo averlo collocato su un disco remoto: infatti, se ne può sempre ricavare l'indirizzo (anche perchè ormai tali dischi lo forniscono come apposita informazione senza doverlo nemmeno ricavare dalla barra degli indirizzi).

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LABORATORIO


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SVILUPPO
  • Effettuare semplici trattamenti off line di prodotti multimediali
  • Cercare materiali multimediali nel rispetto delle leggi sul diritto d'autore
  • Tutelare la proprietà intellettuale dei propri materiali multimediali condivisi on line
  • Iscriversi ai social media e alle web application
  • Caricare on line i materiali multimediali e schedarli (titolo, abstract, categorie, tag, ...)
  • Effettuare semplici trattamenti on line di prodotti multimediali
  • Controllare l'interesse per i prodotti multimediali condivisi on line (numero di visualizzazioni)
  • Controllare il gradimento per i prodotti multimediali condivisi on line (voti)
  • Gestire l'operazione di embed anche personalizzando i codici


ESEMPI

Esempi sono, ovviamente, diffusi in tutta la rete e nelle home page dei social media e delle web application sono presenti video illustrativi, tutorial e demo. Alcuni esempi sono contenuti in questo stesso wiki e Storymat e Storymat's Blog ne contengono molti altri (YouTube e sua playlist, Scribd, Slideshare, Google Maps, Vcasmo, ...).
Ecco un esempio di utilizzo di social media coordinati con un sito: Biennale Democrazia (si veda la / GALLERIA FOTOGRAFICA e la / GALLERIA VIDEO: "mostra tutto", album Flickr e canale YouTube).
Il sito Esperimenti di Cinema contiene making of di tipo professionale e importanti riflessioni.


APPLICATION


SOCIAL MEDIA E WEB APPLICATION
  • YouTube (per condividere i video)
  • Vimeo (per condividere i video)
  • GOLDVIDEO (per condividere i video)
  • ShareSWF (per condividere animazioni Flash, file SWF)
  • Vcasmo (per sincronizzare video e slide)
  • Creative Commons (per costruirsi una licenza open e per trovare materiale con tale tipo di licenza)
  • TubeChop (per tagliare spezzoni dai video di YouTube)
  • JayCut (per montare video ed immagini insieme)
  • OneTrueMedia (per montare video ed immagini insieme)
  • MOVAVI on line converter (per convertire file audio e video)
  • VideoToolBox (per montare video)
  • WeVideo (per montare video e slideshow)
  • Viddler (per condividere i video e per registrazioni dirette da webcam)
  • Flickr (per condividere le fotografie)
  • Pixlr Express (per il fotoritocco rapido)
  • Pixlr (per il fotoritocco accurato)
  • BeFunky (per il fotoritocco e per applicare effetti alle immagini)
  • Pixton (per realizzare fumetti)
  • Livestream (per realizzare una Web TV con servizio di chat integrato)
  • Ustream (per realizzare una Web TV con servizio di chat integrato)
  • Streamago (per realizzare una Web TV con servizio di chat integrato)
  • Screencast-O-Matic (per registrare le azioni sullo schermo: utile per realizzare tutorial di software e funzionalità del Web)
  • Scribd (per condividere documenti)
  • Slideshare (per condividere slide e produrre slidecast, cioè slide sincronizzate con un audio)
  • authorSTREAM (per condividere slide; consente di caricare presentazioni in YouTube)
  • Slidestory (per condividere sequenze di immagini sincronizzate con audio, per raccontare storie; funziona mediante un client)
  • Photo Peach (per realizzare slideshow con sottofondo musicale)
  • Calaméo (per visualizzare documenti secondo specifiche "impaginazioni")
  • Issuu (per visualizzare documenti secondo specifiche "impaginazioni")
  • WOBOOK (per visualizzare documenti secondo specifiche "impaginazioni")
  • Wordle (rappresentazione di testi in forma di word cloud)
  • SoundCloud (per registrare, caricare e condividere file audio on line)
  • Chirbit (per registrare, caricare e condividere file audio on line)
  • Upload-MP3 (spazio web per file MP3)
  • Noteflight (notazione musicale)
  • PodOmatic (per realizzare podcast)
  • Tildee (per realizzare tutorial)
  • AudioBoo (per condividere file audio e per registrazioni dirette da microfono)
  • Jamendo (comunità di musica gratuita, legale e illimitata, pubblicata sotto licenze Creative Commons)
  • Gliffy (per realizzare diagrammi)
  • Cacoo (per realizzare diagrammi)
  • Creately (per realizzare diagrammi)
  • CometDocs (per convertire file da un formato ad un altro)
  • Media-Convert (per convertire file da un formato ad un altro)
  • Online-convert (per convertire file da un formato ad un altro
  • Goo.gl, Google URL Shortener (per ottenere URL più corti)
  • Urly (per ottenere URL più corti)
  • SlateBox (per realizzare mappe mentali)
  • WiseMapping (per realizzare mappe mentali)
  • Google Mapse Street View (le mappe di Google e le viste delle strade)
  • CommunityWalk (per elaborare le mappe di Google)
  • Open Street Map (mappe open, prive di copyright)
  • Web application e tecniche di documentazione (un wiki con i link a molte web application)


DISCHI REMOTI
  • Windows Live Skydrive (25 GB di spazio di archiviazione gratuito su Windows Live, codice embed)
  • MediaFire (spazio di archiviazione illimitato, limite di 200 MB per file nella versione gratuita, uso anche senza registrazione)
  • DivShare (5 GB di spazio gratuito, banda mensile di 10 GB, limite di 200 MB per file, funzionalità per file multimediali, codice embed)
  • Box (1 GB di spazio di archiviazione gratuito con limite di 25 MB per file)
  • DropBox (sincronizzazione cartelle tra computer tramite software client e spazio web, 2 GB nella versione gratuita)
  • SugarSync (sincronizzazione cartelle tra computer tramite software client e spazio web, 5 GB nella versione gratuita)


RUNTIME
  • Adobe Flash Player (indispensabile per poter interagire negli ambienti del Web 2.0 e con le web application)
  • Java (indispensabile per poter interagire negli ambienti del Web 2.0 e con le web application)




NOTA

Un "trucco" per "linkare" un video di YouTube facendo partire la riproduzione da un certo punto, invece che dall'inizio:

Bisogna aggiungere al link della pagina che contiene il video la stringa: #t=XmYs
dove X è il numero dei minuti di avanzamento della riproduzione da cui far partire la stessa e Y è il numero dei secondi

Ad esempio: per iniziare la riproduzione a 1 minuto e 42 secondi del video collocato alla pagina http://www.youtube.com/watch?v=fIOr5wtWQ6Q
bisogna aggiungere a tale indirizzo #t=1m40s, ottenendo il link http://www.youtube.com/watch?v=fIOr5wtWQ6Q#t=1m42s

YouTube presenta comunque una recente funzionalità per ottenere un link alla pagina che la fa aprire facendo partire il video da un certo punto invece che dall'inizio.
Tale funzionalità è attivabile premendo il bottone "Condividi" e cliccando poi su "Opzioni"; basta quindi spuntare l'opzione "Inizia a" e specificare il minuto e il secondo di inizio della riproduzione desiderata. Il link sovrastante verrà adeguato di conseguenza.

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La web application TubeChomp permette una gestione ancora più accurata della riproduzione dei video di YouTube: è possibile infatti selezionare sia il punto iniziale che quello finale. Si ottengono quindi sia il link al video "tagliato" che un codice di "incorporamento" (embed) al clip selezionato.